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L'ANCIEN CIMETIERE JUIF DU LIDO

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«(...) [Il] cimitero israelitico del Lido, considerato nell'Ottocento come uno dei luoghi più romantici d'Italia. Attento, però: se e quando andrai, non dimenticare di dire subito al custode del cimitero (è lui che ha in consegna la chiave del cancello) che intendi visitare quello antico, bada bene, il cimitero antico, dove non seppelliscono più dal Settecento, e non l'altro, il moderno, ad esso adiacente ma separato. Io lo scoprii nel 1905, figurati. Anche se avevo quasi il doppio dell'età che hai tu adesso, ero ancora scapolo. Vivevo a Venezia (ci fui stabile per due anni), e il tempo che non passavo all'Archivio di Stato (...) lo passavo laggiù, talvolta anche d'inverno. Vero è che non ci andavo quasi mai da solo» - qui sorrise - «e che in qualche modo, decifrando ad una ad una le lapidi del cimitero, di cui molte risalgono al primo Cinquecento, e sono scritte in spagnolo e portoghese, continuavo all'aperto il mio lavoro d'archivio. Eh, erano pomeriggi deliziosi, quelli... Che pace, che serenità... col cancelletto, di fronte alla laguna, che si apriva soltanto per noi. Ci siamo fidanzati proprio là dentro, Olga ed io.»

Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini, parte seconda, 4.
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Extrait de The Poet Acts, de Philip Glass.

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